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Il Castello Orsini-Odescalchi di Bracciano

Sei secoli di storia tra potere, arte e intrighi sulle rive del lago vulcanico

Lettura: 3 minuti Fonti storiche e documentarie

Veduta di Bracciano e del Castello Orsini nel Seicento
Veduta di Bracciano e del Castello Orsini nel XVII secolo. Fonte: Wikimedia Commons. Dominio pubblico.

Le origini: la Rocca dei Prefetti di Vico

Il Castello Orsini-Odescalchi di Bracciano è una delle fortezze rinascimentali meglio conservate del Lazio. Prima dell'attuale castello, sulla cima della collina che domina il lago sorgeva una rocca edificata probabilmente nel XII secolo dalla famiglia dei Prefetti di Vico, signori di una vasta porzione della Tuscia tra Roma e Viterbo. La struttura originaria, a pianta quadrangolare con torri angolari e mastio centrale, costituisce ancora oggi il nucleo più antico dell'edificio, inglobato nelle successive trasformazioni rinascimentali.

Nel corso della prima metà del XV secolo la famiglia Orsini acquisì il territorio di Bracciano. A partire dal 1470 circa, Napoleone Orsini avviò la costruzione dell'attuale castello, ampliando e trasformando radicalmente la rocca preesistente. I lavori proseguirono dopo la morte di Napoleone (1480) per volontà del figlio Gentil Virginio, completando una nuova cinta difensiva che cingeva l'intero borgo.

Il Castello Orsini-Odescalchi nel Rinascimento

La costruzione del castello di Bracciano avvenne in parallelo con quella della Cappella Sistina a Roma: secondo le fonti, le stesse maestranze e probabilmente gli stessi architetti lavorarono a entrambi i cantieri. Tra i nomi che le fonti associano al progetto figurano Giovannino de Dolci, architetto della Cappella Sistina, e successivamente Francesco di Giorgio Martini, il maggiore ingegnere militare dell'epoca, chiamato da Gentil Virginio per potenziare le difese della fortezza.

Alla fine del Quattrocento venne completata la magnifica corte d'onore, con un raffinato portale all'antica che dava accesso ai piani nobili. Bracciano divenne in quegli anni un centro diplomatico di primo piano: tra i suoi ospiti illustri si annovera Carlo VIII, re di Francia, che vi soggiornò nel 1494 inaugurando di fatto le cosiddette Guerre d'Italia. È documentato anche il soggiorno di Papa Sisto IV nel 1481, in fuga dalla peste che aveva colpito Roma.

"Bracciano divenne un centro diplomatico fondamentale per la scacchiera della storia d'Italia, visitato da umanisti, ambasciatori, papi, cardinali, re e regine." Castello Odescalchi di Bracciano, odescalchi.it/storia

Il Ducato di Bracciano: gli Orsini tra arte e potere

Nel 1558 Paolo Giordano Orsini sposò Isabella de' Medici, figlia di Cosimo I granduca di Toscana. Due anni dopo, nel 1560, il papa eresse Bracciano a Ducato. Per celebrare le nozze vennero chiamati al castello i pittori Taddeo e Federico Zuccari, che affrescarono alcune tra le loro opere più importanti, tra cui il celebre soffitto con l'oroscopo degli sposi decorato a grottesche su fondo oro. Gli architetti Giacomo del Duca — allievo di Michelangelo — e Nanni di Baccio Bigio completarono logge, giardini pensili e archi trionfali, trasformando la fortezza militare in una residenza principesca di raffinato gusto rinascimentale.

Nel 1496, durante il pontificato di Alessandro VI Borgia, il castello fu temporaneamente confiscato dalle truppe pontificie. L'assedio, tuttavia, non riuscì a espugnare le possenti mura: dopo alcuni mesi le truppe papali dovettero ritirarsi, sconfitte dagli Orsini nella battaglia di Soriano.

Curiosita storica documentata Paolo Giordano I Orsini, primo duca di Bracciano, combatté nella celebre battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571, scontro navale in cui la flotta della Lega Santa — Venezia, Spagna e Stato Pontificio — sconfisse l'armata ottomana. Secondo quanto attestato dal Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani), Orsini fu tra i primi a rompere lo schieramento turco, combattendo direttamente contro la galea del pascià. Una fonte coeva lo descrive come uomo di "grandissimo spirito e giudizio, intrepido nelle cose militari", capace di stare in sella dalla mattina alla sera e di arruolare nei suoi feudi tremila fanti e trecento cavalieri.

Il passaggio agli Odescalchi

Alla fine del Seicento, con l'estinzione del ramo degli Orsini di Bracciano, il castello fu venduto all'asta nel 1695 a Livio Odescalchi, nipote di Papa Innocenzo XI. La famiglia Odescalchi, di origini lombarde, aveva accresciuto il proprio prestigio grazie ai successi militari nella guerra contro i Turchi: Livio ottenne dall'imperatore Leopoldo I d'Asburgo il titolo di principe del Sacro Romano Impero. Con l'acquisto del castello acquistò anche la celebre collezione d'arte di Cristina di Svezia.

Durante l'occupazione napoleonica il castello fu saccheggiato dei suoi arredi e ceduto alla famiglia Torlonia. Solo nel 1848 il principe Livio III Odescalchi lo riscattò, in forza di una clausola di recompra esplicitamente prevista nel contratto originario. Il figlio Baldassarre, figura di spicco della Roma post-unitaria e fondatore del Museo Artistico Industriale di Roma, avviò un'importante campagna di restauro affidata all'architetto Raffaello Ojetti, restituendo al castello il suo antico splendore.

Il castello oggi

Aperto al pubblico per la prima volta nel 1952 per volontà del principe Livio IV Odescalchi, il castello è oggi una delle dimore storiche private più imponenti d'Europa. Le sue sale conservano una ricca collezione di armi, arredi dal XV al XIX secolo, affreschi rinascimentali e una pinacoteca con opere del primo Rinascimento italiano. È rimasto proprietà della famiglia Odescalchi e costituisce, per La Compagnia del Castello, il riferimento storico e identitario della nostra attività di rievocazione storica per eventi nel Lazio. Vuoi portare il Medioevo al tuo evento? Scopri come si viveva nel Medioevo e contattaci per un preventivo.

Fonti e approfondimenti Comune di Bracciano, Castello Orsini-Odescalchi, su comune.bracciano.rm.it. — Castello Odescalchi di Bracciano, Storia, su odescalchi.it/storia. — Elisabetta Mori, voce Orsini, Paolo Giordano, in Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani. — Anna Cavallaro et al. (a cura di), Bracciano e gli Orsini, De Luca Edizioni d'Arte, 1989. — Wikipedia, voce Castello Orsini-Odescalchi.
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